
Il 90% degli Attacchi Hacker Vengono Fatti dai Dipendenti
Ciao a tutti, leader del mondo imprenditoriale! Vi siete mai fermati a pensare che la minaccia alla sicurezza informatica potrebbe provenire dall'interno della vostra azienda? Ebbene, è tempo di affrontare una dura realtà.
Indice
- Uno Sguardo alle Statistiche
- Tipi di Attacchi Interni
- Come Prevenire gli Attacchi Interni
- L'Importanza della Polizza Cyber Risk
- Conclusione
Uno Sguardo alle Statistiche
Sebbene il dato del "90%" possa variare a seconda delle fonti, è innegabile che un numero significativo di incidenti di sicurezza informatica sia causato dai dipendenti. Sia che si tratti di azioni intenzionali o di semplici errori, il rischio è reale.
Tipi di Attacchi Interni
- Spear-Phishing Interno: Truffe via email che sembrano provenire da colleghi o superiori.
- Abuso di Accessi: L'uso improprio delle credenziali per accedere a informazioni riservate.
- Trasferimento Non Autorizzato: Condivisione di file sensibili senza seguire le politiche di sicurezza aziendale.
Come Prevenire gli Attacchi Interni
- Controllo degli Accessi: Limitare l'accesso ai dati in base al ruolo di ciascun dipendente.
- Monitoraggio: Utilizzare strumenti che monitorano l'uso anormale dei dati.
- Formazione: Educare i dipendenti sull'importanza della cyber sicurezza e su come riconoscere potenziali minacce.
L'Importanza della Polizza Cyber Risk
Anche con le migliori pratiche di sicurezza, il rischio zero non esiste. Una polizza cyber risk può essere la vostra rete di sicurezza finanziaria in caso di attacchi interni.
Conclusione
La sicurezza informatica è una responsabilità condivisa che inizia dalla cultura aziendale. Non sottovalutate mai il potenziale pericolo che può provenire dall'interno dell'azienda e considerate una polizza cyber risk come parte integrante della vostra strategia di sicurezza.
Errore e dolo non sono la stessa cosa
Confondere le due categorie porta a contromisure sbagliate. La grande maggioranza degli incidenti che partono dall'interno è fatta di errori: un allegato aperto, una password riutilizzata, un file inviato al destinatario sbagliato, una chiavetta USB trovata e collegata. Non c'è intenzione, c'è disattenzione — e la risposta corretta è formazione, procedure semplici da seguire e strumenti che rendano difficile sbagliare.
Il caso del dipendente infedele è molto meno frequente ma più grave, perché chi agisce conosce dove sono i dati che contano e ha già i permessi per raggiungerli. Qui la risposta è tecnica e organizzativa: tracciamento degli accessi, segregazione dei ruoli, revoca immediata delle credenziali alla cessazione del rapporto.
Il momento più rischioso è l'uscita di un collaboratore
È la fase che quasi nessuna PMI gestisce con una procedura, ed è quella in cui si concentrano i danni. Una checklist minima da eseguire lo stesso giorno:
- disattivazione dell'account di posta e degli accessi a gestionali, VPN e cloud;
- revoca degli accessi condivisi e cambio delle credenziali comuni che la persona conosceva;
- ritiro dei dispositivi aziendali e rimozione dei dati aziendali da quelli personali;
- disattivazione dei badge e degli accessi fisici;
- trasferimento della titolarità dei file e delle caselle condivise.
Formazione: quella che funziona è quella che si prova
Un corso una tantum non cambia i comportamenti. Quello che li cambia è la simulazione: campagne di phishing simulato periodiche, con un ritorno formativo immediato per chi clicca — e senza conseguenze disciplinari, altrimenti nessuno segnalerà più gli errori veri. L'obiettivo non è avere zero clic, ma avere un canale interno dove segnalare in fretta ciò che è successo, perché nella gestione di un incidente il tempo è la variabile decisiva.
Va detto chiaramente: la persona che segnala di aver cliccato su un link sospetto sta facendo la cosa giusta. Un'azienda in cui questo viene punito è un'azienda che scopre gli incidenti settimane dopo.
Cosa copre, e cosa no, una polizza cyber
Le polizze cyber per le imprese coprono in genere le conseguenze economiche degli errori dei dipendenti — ripristino, interruzione dell'attività, responsabilità verso terzi. La copertura degli atti dolosi commessi da personale interno è invece un capitolo a parte: alcune polizze la escludono, altre la prevedono come garanzia specifica, spesso con massimali dedicati e condizioni particolari.
È esattamente il punto su cui vale la pena guardare le Condizioni di Assicurazione prima di firmare, perché è quello in cui le polizze si assomigliano meno.
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