Un intermediario assicurativo iscritto al RUI distribuisce prodotti assicurativi, comprese le polizze vita di risparmio e i piani individuali pensionistici, e su questi fornisce consulenza nei limiti previsti dalla normativa IVASS. Non presta invece consulenza finanziaria in senso stretto su titoli, fondi o azioni, che è riservata ai soggetti abilitati. I contenuti di questa sezione hanno quindi finalità informativa: servono a farti arrivare preparato alla scelta, non a sostituirla.
Servono a cose diverse. Il titolo di Stato costa meno e ha una tassazione più bassa, quindi a parità di sottostante rende di più. La polizza aggiunge la designazione del beneficiario, l'impignorabilità delle somme e l'uscita del capitale dall'asse ereditario, effetti che un titolo non produce in nessun caso. La domanda giusta non è quale renda di più, ma se ti serve solo rendimento o anche protezione e trasferimento del patrimonio.
Scegliere lo strumento prima dell'obiettivo. Chi parte dalla domanda 'cosa rende di più' finisce quasi sempre per assumere un rischio incompatibile con il momento in cui gli serviranno davvero quei soldi, e vende in perdita alla prima fase negativa. Il secondo errore più comune è investire il fondo di emergenza, che deve restare liquido proprio perché serve quando non si può scegliere il momento.
Molto più di quanto sembri. Fra imposta sostitutiva (12,5% o 26% a seconda dello strumento) e imposta di bollo dello 0,20% annuo, due investimenti con lo stesso rendimento lordo possono avere rendimenti netti che differiscono di oltre un punto percentuale l'anno. Su un orizzonte di dieci anni la differenza composta diventa rilevante: il confronto va sempre fatto sul netto.
L'articolo 1923 del codice civile rende le somme dovute dall'assicuratore non aggredibili con azioni esecutive o cautelari, ma la tutela ha limiti precisi: non copre gli atti compiuti in frode ai creditori, che restano revocabili, e non si applica ai contratti privi di reale contenuto assicurativo. Non è quindi uno scudo utilizzabile quando i problemi sono già in corso.
Una revisione all'anno è sufficiente in condizioni normali, ma i momenti che contano davvero sono i cambiamenti di vita: nascita di un figlio, acquisto della casa, matrimonio o separazione, cambio di lavoro, eredità ricevuta, avvicinarsi della pensione. In quelle occasioni cambiano obiettivi, orizzonte temporale e beneficiari, e una pianificazione tarata sulla situazione precedente smette di essere adatta.