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Smascherare le 5 Leggende della Cyber Sicurezza
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Smascherare le 5 Leggende della Cyber Sicurezza

Salve, visionari del business! Esistono numerosi miti sulla cyber sicurezza che possono mettere a rischio la tua azienda. Ecco le 5 leggende più comuni e la verità dietro di esse.

Indice

1. "Siamo Troppo Piccoli per Essere Attaccati"

Molte PMI pensano che la loro dimensione le renda meno attraenti per gli hacker. In realtà, le piccole imprese sono spesso più vulnerabili e, quindi, bersagli più facili.

2. "La Cyber Sicurezza è Solo un Problema IT"

Non è solo un compito per il dipartimento IT; tutti in azienda devono fare la loro parte per mantenere la sicurezza.

3. "I Firewall Sono Sufficienti"

Anche se i firewall sono una parte essenziale della sicurezza, non possono proteggerti da tutte le minacce, come il phishing o il ransomware.

4. "I Miei Dati Non Sono Importanti"

Ogni bit di informazione può essere prezioso per un hacker. Dati del cliente, piani di business e persino informazioni sui dipendenti possono essere utilizzati in modi dannosi.

5. "Una Polizza Cyber Risk è Troppo Costosa"

In realtà, il costo di una violazione dei dati può essere molto più elevato di quello di una polizza assicurativa adeguata.

Conclusione

Conoscere i miti più comuni sulla cyber sicurezza è il primo passo per proteggere la tua azienda. Un piano di sicurezza ben strutturato, accompagnato da una solida polizza cyber risk, può fare la differenza.

Un sesto mito, il più costoso: "tanto abbiamo i backup"

Avere i backup e poter ripristinare sono due cose diverse. Nella maggior parte degli incidenti ransomware in cui il ripristino fallisce, il backup esisteva: era raggiungibile dalla stessa rete che è stata cifrata, oppure non era mai stato testato, oppure il tempo necessario a rimetterlo in produzione superava i giorni di fermo che l'azienda poteva sostenere.

Le tre domande da porsi sono: il backup è scollegato dalla rete? Il ripristino è stato provato negli ultimi sei mesi? Quanto tempo serve, misurato e non stimato, per tornare operativi?

Come si legge davvero il costo di una polizza cyber

Il quinto mito — "costa troppo" — di solito nasce dal confronto con la cifra sbagliata. Il termine di paragone non è il premio contro zero, ma il premio contro il costo di un fermo.

Per una PMI, un incidente ransomware significa tipicamente: giorni di attività ferma, intervento di tecnici specializzati a tariffa d'emergenza, ricostruzione dei dati non recuperabili, comunicazione a clienti e fornitori, eventuali obblighi di notifica al Garante, e il costo commerciale della fiducia persa. La voce più pesante quasi mai è quella tecnica: è l'interruzione dell'attività.

Vale anche la pena sapere che il processo di sottoscrizione di una polizza cyber ha un effetto collaterale utile: il questionario assuntivo obbliga a fare l'inventario di ciò che si ha e di come è protetto. Molte aziende scoprono le proprie lacune proprio compilandolo.

Cosa guardare in una polizza cyber, oltre al premio

  • Requisiti di sicurezza richiesti — molte polizze subordinano l'operatività della garanzia a condizioni minime (autenticazione a più fattori, backup, aggiornamenti). Se non sono rispettati, l'indennizzo può essere ridotto o negato.
  • Interruzione dell'attività: da quando decorre il periodo indennizzabile e per quanti giorni.
  • Periodo di attesa (la franchigia temporale prima che la garanzia si attivi).
  • Team di risposta agli incidenti incluso: nelle prime ore è spesso più prezioso dell'indennizzo.
  • Esclusioni: atti dolosi interni, sistemi non aggiornati, incidenti già noti alla stipula.

Coperture, massimali, franchigie ed esclusioni sono regolate dalle Condizioni di Assicurazione, da leggere prima della sottoscrizione insieme al DIP e al DIP Aggiuntivo.