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Value for money nelle gestioni assicurative. Alcune
Attualità

Value for money nelle gestioni assicurative. Alcune

Punti chiave:

  1. IDD e POG: L'Insurance Distribution Directive (IDD) ha spostato il focus dalla progettazione del prodotto alla tutela del cliente, introducendo il concetto di Product Oversight and Governance (POG).
  2. Ruoli e Responsabilità: Vengono identificati il produttore, il distributore e il "manufacturer de facto" come figure fondamentali nel ciclo di vita del prodotto assicurativo.
  3. Fasi della POG: Il processo di design e approvazione del prodotto viene suddiviso in quattro fasi, che includono l'identificazione del Target Market (TM), il test del prodotto, la strategia distributiva e il monitoraggio post-vendita.
  4. Value for Money (V4M): Prima della commercializzazione, è necessario valutare l'utilità del prodotto per il cliente attraverso vari test, che devono essere convalidati formalmente.
  5. Vigilanza: L'IVASS e l'EIOPA stanno lavorando per garantire che i prodotti offrano un buon rapporto qualità-prezzo, e hanno stabilito linee guida e aspettative per le imprese assicurative.
  6. Conclusioni: L'approccio "consumer-centric" è fondamentale per costruire fiducia e espandere la domanda di coperture assicurative.

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Cosa significa "value for money" per chi compra una polizza

Dietro un'espressione tecnica c'è una domanda molto concreta: questo prodotto vale quello che costa? La normativa europea ha smesso di considerarla una questione di libero mercato e l'ha trasformata in un obbligo per chi progetta e distribuisce polizze.

Il principio è che un prodotto assicurativo deve offrire un beneficio reale al gruppo di clienti a cui è destinato. Non è sufficiente che sia legalmente corretto e chiaramente descritto: deve essere utile a quelle persone. Un prodotto con un premio in gran parte assorbito da costi, o con garanzie che quel tipo di cliente non potrà mai attivare, non supera il test — anche se il contratto è impeccabile.

Il target market: il concetto che cambia la distribuzione

La POG obbliga il produttore a definire in anticipo il target market, cioè a quale tipologia di cliente il prodotto è destinato, e anche il negative target market, cioè a chi non deve essere venduto. Il distributore ha l'obbligo speculare di collocare il prodotto solo dentro quel perimetro.

È la ragione per cui un intermediario serio fa domande prima di proporre una polizza, invece di partire dal prezzo: la valutazione di adeguatezza non è un passaggio burocratico, è ciò che stabilisce se quel prodotto può esserti venduto.

Cosa può chiedere un cliente, concretamente

  • Il DIP e il DIP Aggiuntivo — sono documenti standardizzati, obbligatori e gratuiti, che descrivono coperture, esclusioni e limiti in forma sintetica e comparabile fra compagnie diverse.
  • L'indicazione del target market — a chi è destinato il prodotto, e con quali esigenze.
  • La spiegazione del perché quel prodotto è adeguato al tuo caso — è un obbligo dell'intermediario, non una cortesia.
  • Le Condizioni di Assicurazione complete, prima della sottoscrizione e non su richiesta successiva.

Il monitoraggio non finisce con la vendita

L'aspetto meno noto della POG è che il produttore deve continuare a verificare, dopo il collocamento, che il prodotto stia effettivamente funzionando come previsto: rapporto tra premi incassati e sinistri pagati, tassi di rifiuto dei sinistri, reclami, disdette anticipate. Se gli indicatori mostrano che il prodotto non sta dando al cliente il valore atteso, va rivisto o ritirato.

Per il consumatore, la conseguenza pratica è che il reclamo non è solo uno strumento per risolvere il proprio caso: è anche un segnale che entra nel monitoraggio del prodotto. Le modalità per presentarlo sono nella pagina reclami e trasparenza.