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Liste d'attesa in Piemonte: i dati Agenas 2026
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Liste d'attesa in Piemonte: i dati Agenas 2026

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Da maggio 2026 le liste d'attesa non sono più una questione di percezione: Agenas pubblica i dati reali di ogni regione sul Cruscotto 2.0, la piattaforma nazionale costruita su oltre 65 milioni di prenotazioni. Per il Piemonte il quadro è a due velocità — le prime visite migliorano, la diagnostica arretra di poco — e in entrambi i casi resta una quota di prestazioni fuori dai tempi che riguarda centinaia di migliaia di persone.

I dati 2026 del Piemonte: visite in miglioramento, diagnostica ferma

Nel primo semestre del 2026 il Piemonte ha garantito le prime visite specialistiche entro i tempi previsti nel 71,5% dei casi, in miglioramento rispetto al 69,4% dello stesso periodo del 2025. Sugli esami diagnostici la quota è dell'81,7%, in leggero arretramento rispetto all'82,5% del 2025.

Prestazione1° semestre 20251° semestre 2026Andamento
Prime visite specialistiche69,4%71,5%In miglioramento
Esami diagnostici82,5%81,7%In leggero calo

Vale la pena leggere questi numeri per quello che sono, senza allarmismi e senza sconti. Il Piemonte è tra le regioni che Agenas ha promosso sulle prime visite, e a luglio 2026 l'agenzia ha indicato la regione tra le buone pratiche nazionali per le strategie di gestione delle prenotazioni. Sulla classe di priorità B, in particolare, il miglioramento in tre anni è stato netto: da valori intorno al 50% a percentuali superiori al 95%.

Il rovescio della medaglia è il complemento a cento. Il 71,5% sulle prime visite significa che quasi 3 prime visite su 10 restano fuori dai tempi; l'81,7% sulla diagnostica significa circa 1 esame su 5. E la percentuale sulle prime visite resta sotto la soglia dell'80%, distante da regioni come Veneto (91,5%) e Lazio (91,6%).

Questi dati misurano le prenotazioni gestite entro i tempi previsti dalla classe di priorità indicata sulla ricetta. Non dicono quanto aspetterai tu per quel singolo esame: dipende dalla prestazione, dalla classe di priorità e dalla struttura.

Cos'è il Cruscotto 2.0 di Agenas

Il Cruscotto 2.0 è la piattaforma nazionale con cui Agenas — l'Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali — monitora i tempi di attesa di strutture pubbliche e private accreditate. È stato presentato a fine maggio 2026 ed è consultabile da chiunque sul Portale della Trasparenza dei Servizi Sanitari.

Monitora mese per mese 14 tipologie di prime visite e 22 esami diagnostici, con indicatori che vanno oltre la semplice media: numero totale di prenotazioni, quota di appuntamenti fissati in giorni festivi e prefestivi, percentuale di prime disponibilità effettivamente accettate dal paziente, ripartizione per classe di priorità e tempi medi per singola prestazione.

È un cambio di passo rispetto al passato: prima i dati sulle liste d'attesa erano frammentari e autodichiarati dalle regioni, oggi sono confrontabili e aggiornati periodicamente.

Il quadro nazionale: 2,4 milioni di prestazioni fuori tempo

Sui circa 12 milioni di prenotazioni registrate nel primo quadrimestre del 2026, 2,4 milioni di prestazioni sono rimaste fuori dai tempi previsti: circa 1,5 milioni riguardano prime visite specialistiche e circa 900 mila esami diagnostici.

Il trend nazionale è in miglioramento e Agenas ha annunciato report con cadenza trimestrale. Ma la dimensione del fenomeno resta quella: milioni di persone che, davanti a una prescrizione, si trovano davanti a un bivio.

Le classi di priorità: cosa c'è scritto sulla tua ricetta

I tempi massimi non sono uguali per tutti: dipendono dalla classe di priorità che il medico indica sull'impegnativa. Sono quattro e si applicano su tutto il territorio nazionale.

ClasseSignificatoTempo massimo
UUrgenteEntro 72 ore
BBreveEntro 10 giorni
DDifferibileEntro 30 giorni (visite) o 60 giorni (diagnostica)
PProgrammataEntro 120 giorni

È il dettaglio che più spesso sfugge: una risonanza in classe D è "nei tempi" anche se te la danno a 60 giorni. Non è un disservizio, è la regola. Il che spiega perché i dati Agenas possano essere discreti mentre la percezione di chi aspetta resta pessima — le due cose misurano fatti diversi.

Se la struttura non riesce a garantire il tempo massimo della tua classe, esistono i percorsi di tutela previsti dalla normativa regionale: vale la pena chiedere allo sportello CUP invece di rinunciare o pagare direttamente.

Cosa puoi fare concretamente

Davanti a una prescrizione con tempi lunghi le strade sono realisticamente tre.

  1. Aspettare il turno nel servizio pubblico. È gratuito (salvo ticket) ed è la scelta giusta quando la prestazione non è urgente e la classe di priorità è coerente con il quadro clinico.
  2. Pagare privatamente. Si accorcia l'attesa, ma il costo è interamente a carico: una visita specialistica fuori SSN raramente scende sotto i 100 €, e per l'alta diagnostica si arriva a qualche centinaio di euro.
  3. Avere una copertura sanitaria che intervenga proprio in quel punto: prenoti in struttura convenzionata e la quota a carico della compagnia è pagata direttamente, senza anticipare il conto pieno e senza il tempo d'attesa del pubblico.

La terza strada è quella per cui esiste una polizza di rimborso spese mediche. Con In Salute Day By Day, in struttura convenzionata il 90% della spesa è pagato direttamente alla struttura — visite specialistiche, esami e alta diagnostica come risonanza, TC ed ecografia — mentre fuori rete il rimborso è del 70% con massimali per prestazione. In più sono inclusi fino a 30 videoconsulti specialistici l'anno, senza carenza: non sostituiscono la visita in presenza e non danno diagnosi né prescrizioni, ma servono a capire se e quanto quella prescrizione è urgente.

Serve sempre la prescrizione del medico curante per accedere alla garanzia rimborso spese, e le malattie diagnosticate prima della stipula restano escluse: sono i due limiti da conoscere prima, non dopo.

Domande frequenti

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Quanto si aspetta davvero per una risonanza magnetica in Piemonte?

Non esiste un numero unico valido per tutti. Il tempo dipende dalla classe di priorità sull'impegnativa e dalla struttura: in classe D il limite è 60 giorni per la diagnostica, in classe P si arriva a 120. I dati Agenas del primo semestre 2026 dicono che in Piemonte l'81,7% degli esami diagnostici è stato prenotato entro i tempi previsti, quindi circa un esame su cinque è andato oltre. Per il tuo caso concreto il riferimento è il CUP della tua ASL.

Le liste d'attesa in Piemonte stanno migliorando?

Dipende da cosa si guarda. Sulle prime visite specialistiche sì: dal 69,4% del primo semestre 2025 al 71,5% del 2026, con un miglioramento molto marcato sulla classe di priorità B. Sugli esami diagnostici no: si è passati dall'82,5% all'81,7%, un arretramento contenuto ma in controtendenza. Agenas ha comunque indicato il Piemonte tra le buone pratiche nazionali per le strategie di gestione delle prenotazioni.

Cosa significa classe di priorità B sull'impegnativa?

Significa che la prestazione va erogata entro 10 giorni dalla prenotazione. È la classe intermedia tra l'urgenza vera (U, entro 72 ore) e la differibile (D, 30 giorni per le visite e 60 per la diagnostica). La classe la assegna il medico prescrittore in base al quadro clinico, non il paziente e non lo sportello.

Se supero i tempi massimi ho diritto a qualcosa?

La normativa prevede percorsi di tutela quando la struttura non riesce a garantire il tempo massimo della classe indicata: le modalità sono definite a livello regionale e si attivano rivolgendosi al CUP o alla propria ASL. Vale la pena chiedere esplicitamente invece di dare per scontato che l'unica alternativa sia pagare.

Una polizza sanitaria copre gli esami che il pubblico mi darebbe tra sei mesi?

Sì, se l'esame è prescritto dal medico curante e rientra tra le prestazioni previste dalla garanzia rimborso spese mediche. In struttura convenzionata la quota a carico della compagnia è pagata direttamente, quindi non anticipi il costo pieno. Restano esclusi gli accertamenti legati a malattie già diagnosticate prima della stipula, e per le malattie è previsto un periodo di carenza di 30 giorni dalla decorrenza. Coperture, massimali ed esclusioni esatte sono nelle Condizioni di Assicurazione.

In sintesi

I dati Agenas 2026 raccontano un Piemonte che sta lavorando bene sulle prime visite e che fatica a muovere l'ago sulla diagnostica. Nessuno dei due numeri, però, cambia il problema di chi ha in mano una prescrizione e non può aspettare: il 18% di esami fuori tempo è una statistica finché non sei tu quel 18%.

Se vuoi capire quanto costerebbe avere una copertura che interviene in quel momento, il preventivo per l'assicurazione sanitaria è gratuito e non impegna: il premio dipende dall'età degli assicurati e dalle garanzie che scegli, quindi l'unico numero attendibile è quello calcolato sul tuo caso.

Fonti: Agenas, Piattaforma nazionale liste di attesa — Cruscotto 2.0 (Portale della Trasparenza dei Servizi Sanitari), dati primo semestre 2026 ripresi dalle testate locali piemontesi nel maggio-luglio 2026.

ℹ️ Le informazioni hanno carattere divulgativo e non sostituiscono la documentazione precontrattuale (DIP, DIP Aggiuntivo e Condizioni di Assicurazione), che va letta prima della sottoscrizione ed è l'unica a regolare coperture, massimali, franchigie ed esclusioni. Per una valutazione sul tuo caso, contatta la nostra agenzia — intermediario iscritto al RUI e soggetto alla vigilanza IVASS.

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