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Salute

"Questionario anamnestico: cosa dichiarare e cosa si rischia"

A cura di Rabacchin MatteoIntermediario assicurativo iscritto al RUI sez. E n. E000517439
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Il questionario è il documento su cui la compagnia decide se assumere il rischio e a quali condizioni, e resta agli atti per tutta la durata del contratto. Gli articoli 1892 e 1893 del Codice Civile disciplinano cosa succede quando contiene dichiarazioni inesatte o reticenti: con dolo o colpa grave la compagnia può chiedere l'annullamento del contratto, senza dolo né colpa grave può recedere e ridurre proporzionalmente la somma dovuta. In entrambi i casi il momento in cui la questione emerge è la richiesta di rimborso — cioè quando la copertura serviva.

Le due norme, in chiaro

Art. 1892 — dichiarazioni inesatte con dolo o colpa grave. Se chi si assicura ha taciuto o dichiarato il falso in modo tale che la compagnia, conoscendo la realtà, non avrebbe prestato il consenso o lo avrebbe prestato a condizioni diverse, la compagnia può impugnare il contratto. Se il sinistro si verifica prima che la compagnia lo faccia, può non essere dovuta la prestazione.

Art. 1893 — dichiarazioni inesatte senza dolo né colpa grave. La compagnia può recedere dal contratto. Se il sinistro si verifica prima, la somma dovuta è ridotta in proporzione alla differenza fra il premio pagato e quello che sarebbe stato applicato conoscendo la realtà.

La differenza fra i due articoli non è teorica: nel primo caso si può perdere tutto, nel secondo si riceve meno. La distinzione ruota attorno alla consapevolezza, ed è per questo che la buona fede documentata conta.

Cosa va dichiarato

La regola pratica è più semplice di quanto sembri: dichiara tutto ciò che un medico avrebbe scritto nella tua cartella.

  • Patologie diagnosticate, anche se risolte, anche se lontane nel tempo.
  • Terapie in corso, compresi farmaci assunti stabilmente. Un antipertensivo quotidiano è una terapia in corso.
  • Interventi chirurgici subiti, con l'anno.
  • Ricoveri, anche brevi.
  • Accertamenti in corso o prenotati, e questa è la voce che si dimentica di più: un esame prescritto e non ancora eseguito è una situazione aperta e va detta.
  • Sintomi per cui hai consultato un medico, anche senza diagnosi conclusiva.
  • Abitudini di vita rilevanti se richieste: fumo, consumo di alcol, attività sportive a rischio.

E una categoria che genera dubbi: le condizioni di cui non conosci la rilevanza. Nel dubbio si scrive. La valutazione di rilevanza spetta alla compagnia, non a te — ed è precisamente questa asimmetria che ti protegge: se hai dichiarato, la decisione di assumere il rischio è stata sua.

Come si compila in modo difendibile

Scrivi date e non periodi vaghi. "Intervento al menisco, dicembre 2019" regge; "qualche anno fa" no.

Allega la documentazione quando c'è. Un referto allegato trasforma una dichiarazione in un fatto documentato.

Non lasciare campi in bianco. Un campo vuoto è ambiguo e l'ambiguità, in caso di contestazione, non gioca a tuo favore. Se la risposta è no, scrivi no.

Compila tu, o verifica ciò che compila un altro. Il questionario può essere raccolto materialmente dall'intermediario, ma le dichiarazioni sono tue e la firma è tua. Rileggi prima di firmare: è il documento che conta.

Conserva una copia. Se un giorno ci sarà una discussione, la copia del questionario firmato è la tua prova.

L'errore che si fa in buona fede

Non è quasi mai la bugia deliberata. È la sottovalutazione: "prendo una pastiglia per la pressione da anni, mica è una malattia", oppure "ho fatto una gastroscopia ma è andata bene, non serve dirlo".

Entrambe queste omissioni sono rilevanti. La prima è una terapia cronica in corso; la seconda dice che c'era un sintomo che ha portato a un accertamento. Nessuna delle due, dichiarata, avrebbe probabilmente impedito la stipula: taciute, diventano il motivo per cui un rimborso viene contestato anni dopo.

Dichiarare quasi mai chiude la porta. Omettere la apre a un problema. L'esito più frequente in presenza di una condizione nota è l'accettazione con esclusione mirata, non il rifiuto: polizza sanitaria con una patologia pregressa.

Cosa succede dopo che hai dichiarato

La compagnia valuta e può: accettare a condizioni standard, accettare escludendo la condizione dichiarata, chiedere documentazione integrativa o una valutazione medica, applicare una maggiorazione, o non assumere il rischio.

Se arriva un'esclusione, chiedila per iscritto e formulata con precisione: quale condizione, quali conseguenze correlate, se è rivedibile nel tempo. Un'esclusione generica è una contestazione futura in attesa di succedere.

Se arriva un rifiuto, non è necessariamente la fine: le politiche assuntive differiscono fra compagnie, e un intermediario multimandatario può presentare lo stesso rischio a più assuntori.

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La compagnia può controllare quello che ho scritto?

In fase di liquidazione acquisisce la documentazione sanitaria relativa al sinistro. È lì che il confronto avviene, ed è il motivo per cui una data di diagnosi o una prescrizione farmacologica pregressa emergono con naturalezza.

Se una patologia insorge dopo la stipula?

È coperta secondo le regole ordinarie: rispetto alla firma era un evento futuro e incerto. Non c'è nessun obbligo di aggiornare il questionario per fatti sopravvenuti, salvo che il contratto lo preveda espressamente per specifiche circostanze.

Devo dichiarare la familiarità per una malattia?

Solo se il questionario lo chiede espressamente. Rispondi a ciò che ti viene chiesto, con precisione, senza aggiungere valutazioni tue.

E se me ne accorgo dopo, di aver dimenticato qualcosa?

Comunicalo subito alla compagnia, per iscritto. Una correzione spontanea prima di qualunque sinistro è la situazione migliore possibile e sposta il caso lontano dall'ipotesi di dolo. È una cosa che si può ancora sistemare oggi e non si sistema più dopo.

In sintesi

Il questionario è l'unico documento del contratto in cui la parte che rischia di più sei tu, e l'unico che si compila in cinque minuti con conseguenze lunghe anni. La regola è semplice: scrivi tutto, con le date, e conserva la copia.

Se hai una situazione sanitaria complessa e non sai come dichiararla, è esattamente il caso in cui parlarne con un intermediario prima di firmare serve a qualcosa. Il preventivo della polizza DayByDay è il punto di partenza; la parte assuntiva la vediamo insieme, e se una condizione richiede un'esclusione te lo diciamo prima, non al sinistro.

ℹ️ Le informazioni hanno carattere divulgativo e non sostituiscono la documentazione precontrattuale (DIP, DIP Aggiuntivo e Condizioni di Assicurazione), che va letta prima della sottoscrizione ed è l'unica a regolare coperture, massimali, franchigie ed esclusioni. Per una valutazione sul tuo caso, contatta la nostra agenzia — intermediario iscritto al RUI e soggetto alla vigilanza IVASS.

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