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Come scegliere il miglior fondo pensione
Vita e Previdenza

Come scegliere il miglior fondo pensione

Come scegliere il miglior fondo pensione

Non esiste "il fondo pensione migliore" in assoluto: esiste quello con i costi più bassi a parità di comparto, coerente con gli anni che ti separano dalla pensione. Le classifiche che promettono un vincitore unico, magari con un guadagno netto già calcolato, vanno prese con cautela — dipendono da ipotesi di rendimento che nessuno può garantire e cambiano ogni anno. I criteri per confrontare due fondi, invece, restano stabili nel tempo: sono questi quattro.

I quattro criteri che contano davvero

Le classifiche cambiano ogni anno, i criteri per leggerle no. Quando confronti due fondi pensione, sono questi i parametri da mettere a confronto.

L'ISC (Indicatore Sintetico di Costo). È il dato più importante e il più sottovalutato. Esprime il costo annuo complessivo in percentuale, calcolato su orizzonti standard (2, 5, 10 e 35 anni), e permette di confrontare prodotti diversi su base omogenea. La COVIP pubblica il comparatore ufficiale dei costi di tutti i fondi. Su un orizzonte di trent'anni, un punto percentuale di differenza nell'ISC erode una quota molto rilevante del montante finale: è la variabile su cui hai più controllo, molto più del rendimento.

La tipologia di fondo. I fondi negoziali (di categoria, previsti dai contratti collettivi) hanno in genere costi più bassi e, se sei un lavoratore dipendente, danno diritto al contributo del datore di lavoro — che è denaro aggiuntivo che perdi scegliendo un fondo aperto o un PIP. I fondi aperti e i PIP offrono più flessibilità ma costano di più.

La linea di investimento in rapporto agli anni che mancano. Una linea azionaria ha senso quando mancano decenni alla pensione e c'è tempo per assorbire le oscillazioni; avvicinandosi al traguardo si passa a comparti obbligazionari o garantiti. Molti fondi offrono percorsi "life cycle" che spostano il profilo di rischio automaticamente con l'età.

Il rendimento, ma su orizzonti lunghi. Guardare il rendimento di un singolo anno non dice nulla. Vanno confrontate serie a 10 anni o più, e sempre al netto dei costi.

Il vantaggio fiscale, che spesso vale più del rendimento

I contributi versati a un fondo pensione sono deducibili dal reddito imponibile fino a 5.164,57 euro l'anno: significa che il risparmio fiscale immediato corrisponde alla tua aliquota marginale IRPEF. Alla prestazione finale si applica una tassazione agevolata, con aliquota del 15% che scende dello 0,30% per ogni anno di partecipazione oltre il quindicesimo, fino a un minimo del 9%. È un trattamento più favorevole di quello di quasi ogni altra forma di risparmio.

Vale anche la pena ricordare che il TFR lasciato in azienda si rivaluta con un meccanismo fisso (1,5% più il 75% dell'inflazione), mentre conferito al fondo segue l'andamento del comparto scelto: la scelta va fatta guardando gli anni che mancano alla pensione, non l'ultimo dato di mercato.

Le informazioni di questo articolo hanno carattere divulgativo: prima di aderire leggi sempre la Nota Informativa e il documento sui costi del fondo, e valuta la tua posizione con un professionista abilitato.

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📈 Le informazioni hanno carattere divulgativo e non costituiscono consulenza finanziaria né sollecitazione all’investimento. Ogni scelta va valutata in base al proprio profilo di rischio e ai documenti ufficiali del prodotto, se necessario con un consulente abilitato.

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