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Previdenza complementare, TFR e pensione

La previdenza complementare serve a coprire la differenza fra l'ultimo stipendio e la pensione pubblica, che con il metodo contributivo è molto più ampia rispetto alle generazioni precedenti. I contributi versati a un fondo pensione o a un PIP sono deducibili dal reddito fino a 5.164,57 euro l'anno, e i rendimenti maturati sono tassati al 20% invece del 26%.

Le guide di questo argomento

Domande frequenti

Quanto si può dedurre versando in un fondo pensione?

Il limite di deducibilità dal reddito complessivo è di 5.164,57 euro l'anno, comprensivo dei versamenti volontari e del contributo del datore di lavoro, ma non del TFR conferito. Dedurre significa abbassare il reddito imponibile: il risparmio effettivo dipende quindi dall'aliquota IRPEF marginale di chi versa, ed è tanto più alto quanto più alto è il reddito.

Conviene lasciare il TFR in azienda o destinarlo al fondo pensione?

Il TFR lasciato in azienda si rivaluta dell'1,5% fisso più il 75% dell'inflazione, con tassazione separata sulla rivalutazione. Nel fondo pensione segue invece il comparto scelto, con rendimenti tassati al 20% e una tassazione finale che scende dal 15% al 9% dopo trentacinque anni di partecipazione. Il confronto dipende dagli anni che mancano alla pensione, dal comparto scelto e dalla presenza di un contributo aziendale, che si ottiene solo aderendo al fondo.

Si possono ritirare i soldi dal fondo pensione prima della pensione?

Sì, ma solo nei casi previsti dalla legge. È sempre possibile chiedere un'anticipazione fino al 30% della posizione per esigenze personali dopo otto anni di iscrizione, fino al 75% per acquisto o ristrutturazione della prima casa dopo otto anni, e fino al 100% in qualsiasi momento per spese sanitarie straordinarie. Il riscatto totale è ammesso in casi specifici come l'invalidità permanente o la disoccupazione prolungata.

I termini da conoscere

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📈 Le informazioni hanno carattere divulgativo e non costituiscono consulenza finanziaria né sollecitazione all'investimento. Ogni scelta va valutata in base al proprio profilo di rischio e ai documenti ufficiali del prodotto, se necessario con un consulente abilitato.