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Flat tax 2027: soglia a 100mila euro e cosa cambia con la Manovra

A cura di Rabacchin MatteoIntermediario assicurativo iscritto al RUI sez. E n. E000517439

Simulatore · 30 secondi

Nel 2027 sei dentro o fuori dalla flat tax?

Inserisci i tuoi numeri: vedi l'esito con le regole di oggi, nel 2027 se la legge non cambia e nel 2027 se passasse l'ipotesi dei 100.000 €.

€

Quanto incassi in un anno con la partita IVA.

€

Quello dell'anno prima, dalla Certificazione Unica. 0 se non ne hai.

Tra parentesi il coefficiente di redditività: la parte dei ricavi che diventa reddito tassato.

€

INPS o cassa professionale: si tolgono dal reddito prima dell'imposta.

Leva della Manovra: soglia dipendenti 2027

Vale solo per il terzo scenario: le proposte sono in discussione, nessuna è legge.

  1. 2026 · regole in vigore

    Dentro

    7.020 €imposta sostitutiva: 15% di 46.800 € di reddito

    Sei nei limiti: niente IVA in fattura e imposta sostitutiva sul reddito forfettario.

  2. 2027 · se la legge non cambia

    Fuori

    Senza proroga la soglia torna a 30.000 € e si guarda il reddito da lavoro dipendente o pensione del 2026: con il tuo sei fuori.

  3. 2027 · se passasse l'ipotesi 100.000 €

    Ipotesi, non legge

    Fuori

    Anche con il tetto a 100.000 €, con la soglia dipendenti a 30.000 € il tuo reddito da lavoro dipendente o pensione ti tiene fuori.

Stima didattica: supponiamo ricavi simili nel 2026 e nel 2027 e non consideriamo le altre cause di esclusione (per esempio quote di controllo in SRL o spese per collaboratori oltre 20.000 €). I contributi INPS non sono calcolati.

Quiz · vero o falso

Quanto ne sai della flat tax?

Domanda 1 di 6

Dal 2027 la flat tax delle partite IVA sale a 100.000 euro.

Al 20 ottobre 2026 la flat tax delle partite IVA resta quella di oggi: imposta sostitutiva del 15% (5% per le nuove attività) fino a 85.000 euro di ricavi o compensi. Il tetto a 100.000 euro è un'ipotesi in discussione per la Manovra 2027, senza un testo approvato, e potrebbe arrivare solo con l'IVA in fattura oltre gli 85.000 euro. La novità certa, se nessuno interviene, è un'altra: dal 2027 la soglia per chi ha anche un reddito da lavoro dipendente o da pensione torna da 35.000 a 30.000 euro.

Qui sotto trovi il quadro separato in due colonne, cosa dice la legge e cosa si sta discutendo, il simulatore per capire se nel 2027 sei dentro o fuori e un quiz per verificare di aver capito le regole che contano.

Indice

Cosa è legge e cosa è solo un'ipotesi

TemaIn vigore oggi (2026)Dal 2027 se la legge non cambiaIn discussione per la Manovra 2027
Tetto ricavi o compensi85.000 €85.000 €100.000 € (proposta della Lega, apertura del ministro Giorgetti)
Uscita immediataoltre 100.000 €oltre 100.000 €non ancora definita
IVAnon si applica fino a 85.000 €non si applica fino a 85.000 €ipotesi: IVA in fattura tra 85.000 e 100.000 €
Soglia reddito da dipendente o pensione35.000 € (redditi 2025)30.000 € (redditi 2026)proroga a 35.000 € o 40.000 € strutturali (proposta di Forza Italia)
Aliquota15%, 5% per i primi cinque anni delle nuove attivitàinvariatainvariata nelle proposte

La colonna di destra non è legge. Diventerà qualcosa solo se entrerà nel disegno di legge di bilancio e supererà l'esame del Parlamento, che deve chiudersi entro il 31 dicembre 2026.

Cosa ha deciso finora il Governo sulla flat tax?

Niente di definitivo. Il 13 ottobre 2026 il Consiglio dei ministri ha approvato il Documento programmatico di bilancio, inviato a Bruxelles entro il 15 ottobre: indica una manovra da circa 23,5 miliardi ma non entra nel dettaglio delle misure fiscali. Il disegno di legge di bilancio vero e proprio, con gli articoli, è atteso in Consiglio dei ministri nei prossimi giorni e poi in Parlamento.

Sul tavolo ci sono due strade che si contendono le stesse risorse:

  • allargare la flat tax delle partite IVA a 100.000 euro di ricavi, bandiera della Lega, su cui il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti ha aperto a settembre definendo il limite attuale "piuttosto astruso" ma legandolo a un negoziato con l'Unione europea;
  • tagliare l'IRPEF al ceto medio, estendendo l'aliquota del 33% fino a 60.000 euro di reddito (oggi si ferma a 50.000), con un costo stimato attorno ai 2,6-2,7 miliardi.

Secondo la stampa economica di questi giorni, la flat tax a 100.000 euro è la partita più complicata proprio perché non dipende solo dai conti italiani.

Come funzionerebbe la flat tax fino a 100.000 euro?

L'ipotesi più citata è un "doppio binario": imposta sostitutiva del 15% fino a 100.000 euro di ricavi, ma IVA in fattura e relativi adempimenti già oltre 85.000 euro. È l'opzione tecnica riportata il 20 ottobre da Il Sole 24 Ore e da La Legge per Tutti; una seconda variante allo studio ridurrebbe l'agevolazione in modo graduale man mano che i ricavi crescono.

Cosa cambierebbe in pratica per chi incassa tra 85.000 e 100.000 euro:

  • oggi resta nel forfettario fino al 31 dicembre e dall'anno dopo passa al regime ordinario, con IRPEF a scaglioni e IVA;
  • con il doppio binario potrebbe restare stabilmente nella flat tax sui redditi, ma dovrebbe addebitare l'IVA, versarla e fare le dichiarazioni periodiche.

Per chi lavora con aziende che detraggono l'IVA il vantaggio sarebbe pieno. Per chi lavora soprattutto con privati, l'IVA al 22% in fattura è un costo che il cliente non recupera: lo scalino non sparirebbe, si sposterebbe dalla dichiarazione dei redditi alla fattura.

Perché serve il via libera dell'Unione europea?

Perché il forfettario non è solo una tassa piatta, è anche un esonero dall'IVA, e quell'esonero ha un tetto europeo di 85.000 euro. La direttiva (UE) 2020/285 sul regime delle piccole imprese consente agli Stati di esentare dall'IVA chi ha un volume d'affari annuo fino a 85.000 euro, non oltre. L'Italia l'ha già raggiunto con la Legge di Bilancio 2023, che ha portato il tetto da 65.000 a 85.000 euro.

Alzare il tetto della flat tax senza toccare l'IVA richiederebbe quindi di separare le due cose (il doppio binario) oppure un'autorizzazione da Bruxelles. Giorgetti ha detto apertamente che serve un confronto formale con la Commissione europea.

Chi rischia di perdere la flat tax nel 2027?

Chi ha anche un lavoro dipendente o una pensione e nel 2026 supera i 30.000 euro di quel reddito. La regola (comma 57, lettera d-ter, della L. 190/2014) esclude dal forfettario chi nell'anno precedente ha avuto redditi da lavoro dipendente o assimilati oltre 30.000 euro. La soglia è stata portata a 35.000 euro per il 2025 dalla Legge di Bilancio 2025 e prorogata per il solo 2026 dalla Legge di Bilancio 2026. Senza una nuova proroga, per il 2027 si torna a 30.000 euro e si guardano i redditi del 2026.

Esempio: un'infermiera dipendente con 32.000 euro di reddito nel 2026 e una piccola attività in partita IVA nel 2027 non potrebbe usare il forfettario, e dovrebbe applicare IRPEF ordinaria e IVA anche su pochi incassi.

Due precisazioni che cambiano l'esito:

  • la verifica non si applica se il rapporto di lavoro dipendente è cessato entro l'anno precedente (vale per il lavoro, non per la pensione);
  • conta il reddito imponibile della Certificazione Unica, non lo stipendio netto accreditato in banca.

Forza Italia chiede di portare la soglia a 40.000 euro in modo strutturale; anche una semplice proroga a 35.000 euro avrebbe un costo, che nella Manovra 2026 era stato stimato in circa 220 milioni in due anni. Dipende dalle risorse che resteranno dopo le scelte su flat tax e IRPEF. Secondo la Corte dei conti i forfettari sono oltre 2 milioni.

Come funziona oggi il regime forfettario?

Si paga un'unica imposta sostitutiva del 15% su un reddito calcolato in modo forfettario: ricavi per un coefficiente fissato dalla legge, meno i contributi previdenziali versati. Niente IRPEF a scaglioni, niente addizionali regionali e comunali, niente IVA in fattura. Le regole sono nei commi 54-89 dell'articolo 1 della L. 190/2014.

Gruppo di attivitàCoefficiente di redditività
Professionisti, sanità, istruzione, servizi finanziari e assicurativi78%
Costruzioni e attività immobiliari86%
Altre attività economiche67%
Intermediari del commercio62%
Commercio ambulante non alimentare54%
Commercio, alloggio e ristorazione, industria alimentare40%

I requisiti principali per restare dentro:

  • ricavi o compensi dell'anno precedente non oltre 85.000 euro;
  • spese per dipendenti e collaboratori non oltre 20.000 euro;
  • reddito da lavoro dipendente o pensione dell'anno precedente non oltre la soglia dell'anno (35.000 euro nel 2026);
  • nessuna quota di controllo in SRL che svolgono attività riconducibili a quella della partita IVA.

Se in corso d'anno superi 100.000 euro esci subito: dalla fattura che supera la soglia applichi l'IVA e il regime ordinario. Tra 85.000 e 100.000 euro esci invece dall'anno successivo.

Quanto si paga con la flat tax: due esempi

Professionista con 60.000 euro di compensi e nessun reddito da dipendente: reddito forfettario 46.800 euro (78%), imposta sostitutiva 7.020 euro, a cui si tolgono i contributi versati prima di applicare il 15%. È dentro nel 2026, nel 2027 e in ogni scenario della Manovra.

Commerciante con 92.000 euro di ricavi: nel 2026 resta nella flat tax fino al 31 dicembre (reddito forfettario 36.800 euro al 40%, imposta 5.520 euro), ma dal 2027, con la legge di oggi, passa al regime ordinario. Con il doppio binario dei 100.000 euro resterebbe nella flat tax applicando però l'IVA ai clienti.

Puoi rifare il conto con i tuoi numeri nel simulatore in cima all'articolo: cambia la soglia dipendenti con la "leva della Manovra" e guarda come si sposta l'esito.

Le altre "flat tax" della Manovra 2027

Nel dibattito di questi giorni "flat tax" indica anche misure diverse dal forfettario:

  • tassa piatta del 5% sugli aumenti di stipendio dei dipendenti fino a 35 anni, proposta da Giorgetti sul modello della tassazione agevolata dei rinnovi contrattuali, con un costo stimato in circa 350 milioni;
  • conferma delle tassazioni agevolate su premi di produttività, rinnovi contrattuali e lavoro notturno e festivo, oggi in vigore per periodi limitati.

Anche queste sono proposte: il loro testo arriverà con il disegno di legge di bilancio.

Cosa conviene fare adesso

  1. Se hai anche un lavoro dipendente, controlla il reddito imponibile 2026 che risulterà dalla Certificazione Unica: tra 30.000 e 35.000 euro sei nella fascia che rischia di più.
  2. Se sei vicino agli 85.000 euro, valuta con il commercialista i tempi di fatturazione di fine anno: oggi conta l'incassato dell'anno, e superare la soglia a dicembre ti porta fuori dal 2027.
  3. Non prendere decisioni sulla base dell'ipotesi 100.000 euro finché non c'è un testo approvato.
  4. Ricorda che il forfettario non ti protegge: niente malattia retribuita né TFR come per un dipendente. Una assicurazione sanitaria per partita IVA e un piano di fondo pensione sono le due coperture che chi lavora in proprio rimanda più spesso. Per gestire il risparmio con entrate irregolari c'è la guida su investire con partita IVA e reddito variabile.

Domande frequenti

La flat tax a 100.000 euro è già in vigore?

No. Al 20 ottobre 2026 è un'ipotesi in discussione per la Manovra 2027. Il tetto del regime forfettario resta 85.000 euro di ricavi o compensi, con uscita immediata oltre 100.000 euro.

Quando si saprà se la soglia sale a 100.000 euro?

Quando il disegno di legge di bilancio 2027 arriverà in Parlamento, e in via definitiva con l'approvazione entro il 31 dicembre 2026. Servirà anche capire come il Governo risolve il limite IVA europeo degli 85.000 euro.

Con la flat tax a 100.000 euro dovrei applicare l'IVA?

Nell'ipotesi più citata sì, oltre gli 85.000 euro di ricavi: è il limite di esonero IVA fissato dalla direttiva UE 2020/285. Sotto gli 85.000 euro non cambierebbe nulla.

Sono dipendente e ho la partita IVA: cosa cambia nel 2027?

Se nel 2026 il tuo reddito da lavoro dipendente o pensione supera 30.000 euro, a legge invariata nel 2027 non puoi applicare il forfettario. La soglia di 35.000 euro valeva solo per il 2025 e il 2026, salvo una nuova proroga nella Manovra.

Il 15% si paga su tutto il fatturato?

No. Si paga sul reddito forfettario, cioè i ricavi moltiplicati per il coefficiente della tua attività (dal 40% all'86%), meno i contributi previdenziali obbligatori versati. Le nuove attività con i requisiti pagano il 5% per i primi cinque anni.

Se supero 85.000 euro a dicembre cosa succede?

Resti nel forfettario fino al 31 dicembre e dal 1° gennaio passi al regime ordinario. Se invece superi 100.000 euro esci subito, dalla fattura che fa superare la soglia.

Fonti

Norme in vigore:

  • L. 190/2014, art. 1 commi 54-89 (istituzione e regole del regime forfettario), come modificata dalla L. 197/2022 (tetto a 85.000 euro e uscita immediata oltre 100.000 euro)
  • L. 207/2024, art. 1 comma 12 (soglia dipendenti a 35.000 euro per il 2025) e L. 199/2025, art. 1 comma 27 (proroga per il 2026)
  • Direttiva (UE) 2020/285 sul regime IVA delle piccole imprese

Notizie sulla Manovra 2027, consultate il 20 ottobre 2026:

  • Il Sole 24 Ore, Flat Tax verso l'estensione: obblighi Iva oltre 85mila euro, 20 ottobre 2026
  • La Legge per Tutti, Flat tax verso i 100mila con IVA, ma la soglia per i dipendenti scade, 20 ottobre 2026
  • Open, Manovra 2027, allargamento della flat tax o taglio dell'aliquota Irpef per il "ceto medio", 13 ottobre 2026
  • Sky TG24, Regime forfettario, verso nuovo limite a 100mila euro nel 2027, 15 settembre 2026
  • Consiglio dei ministri, approvazione del Documento programmatico di bilancio 2027, 13 ottobre 2026

Aggiorneremo l'articolo quando il disegno di legge di bilancio sarà pubblicato.

📄 Le informazioni hanno carattere divulgativo e non costituiscono consulenza fiscale. Aliquote, limiti e requisiti delle agevolazioni possono variare nel tempo: verifica la tua posizione con l’Agenzia delle Entrate o un professionista abilitato, oppure contatta la nostra agenzia.

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