Assicurazione Castello di Annone

Protezione futuro

Polizza vita, fondo pensione e liquidità: le tre cose da capire prima di decidere

Tre lezioni brevi, con i numeri veri: cosa cambia fra investire in banca o in una polizza vita, come funzionano davvero fondo pensione e TFR, quanto tenere fermo sul conto. Alla fine, se vuoi, l'analisi gratuita della tua situazione con un report in PDF.

5.300 €
l'anno deducibili con il fondo pensione
6 mesi
di spese: la riserva da tenere liquida
3.593 €
persi in 10 anni da 20.000 € fermi sul conto
  1. 1
  2. 2
  3. 3

Lezione 1 di 3· 0 quiz risolti

Lezione 1

Investire in una polizza vita o in banca: cosa cambia davvero

Lo stesso titolo di Stato può stare sul conto titoli oppure dentro una polizza vita di ramo I. Il titolo non cambia; cambiano imposte, bollo, protezione e costi. Sei differenze, una alla volta.

  1. Quando si paga l'imposta

    In banca a ogni cedola. In polizza una volta sola, all'uscita, e solo sul guadagno.

    Cosa vuol dire?

    Sul conto titoli la banca trattiene il 12,5% a ogni stacco, quindi ogni cedola che reinvesti è già al netto. Nella polizza il rendimento si accumula lordo e l'imposta si calcola solo al riscatto o alla scadenza, sulla differenza fra quanto ricevi e quanto hai versato. L'aliquota è il 26% ridotto in proporzione ai titoli di Stato nella gestione, tassati al 12,5%: non un'aliquota più bassa, ma un pagamento rinviato, che sugli orizzonti lunghi lascia più capitale a lavorare.

    Riferimento: Art. 26-ter DPR 600/1973; art. 45 TUIR; D.L. 66/2014. Tassazione della polizza vita: quanto si paga al riscatto

  2. Imposta di bollo dello 0,20%

    In banca ogni anno sul controvalore. Sulle polizze di ramo I non si applica.

    Cosa vuol dire?

    Il bollo dello 0,20% annuo colpisce i titoli in deposito anche negli anni in cui l'investimento non rende. Le polizze vita di ramo I (gestione separata) ne sono escluse; quelle con componente di ramo III lo maturano ma lo versano solo all'uscita.

    Riferimento: Art. 13, c. 2-ter, Tariffa DPR 642/1972. Imposta di bollo sugli investimenti

  3. Capitale garantito

    Il BTP rimborsa 100 solo a scadenza. La polizza di ramo I può garantire il capitale versato, se il contratto lo prevede.

    Cosa vuol dire?

    Chi vende un BTP prima della scadenza incassa il prezzo di quel giorno, che può essere sotto quanto ha pagato. Una polizza di ramo I, quando il contratto lo scrive, garantisce il capitale versato al netto dei costi e spesso un rendimento minimo: in cambio il rendimento atteso è in genere più contenuto. La garanzia va letta nel contratto, non presunta.

    Riferimento: Condizioni contrattuali e Set informativo del singolo prodotto. Ramo I o ramo III: come si sceglie

  4. Pignorabilità

    Il conto titoli è aggredibile come ogni bene. Le somme dovute dall'assicuratore sono impignorabili e insequestrabili.

    Cosa vuol dire?

    L'articolo 1923 del codice civile sottrae le somme dovute dalla compagnia al contraente o al beneficiario ad azioni esecutive e cautelari. Restano salve l'azione revocatoria sui premi versati in frode ai creditori e le tutele dei legittimari; e una volta riscattato, il denaro sul conto torna liquidità come un'altra.

    Riferimento: Art. 1923 c.c.. Polizza vita impignorabile: cosa dice davvero l'art. 1923

  5. In caso di decesso

    Il BTP entra nell'eredità. La polizza va ai beneficiari che scegli tu, fuori dall'asse ereditario e senza imposta di successione.

    Cosa vuol dire?

    I titoli sul conto passano agli eredi con le regole della successione e scontano l'imposta sopra le franchigie. Il capitale della polizza è liquidato ai beneficiari designati, anche fuori dall'asse ereditario, ed è escluso dall'imposta di successione; la quota di rendimento finanziario maturata segue le regole fiscali ordinarie.

    Riferimento: Art. 1920 c.c.; art. 12 D.Lgs. 346/1990; art. 34 DPR 601/1973. Il capitale della polizza vita entra nella successione?

  6. I costi

    In banca le commissioni di negoziazione e custodia. In polizza caricamenti e costi di gestione, che riducono il rendimento.

    Cosa vuol dire?

    È la voce che decide il confronto e che nessun simulatore può stimare in anticipo: caricamenti sui versamenti, commissione annua sulla gestione separata, penali di riscatto nei primi anni. Sono scritti nel Set informativo e vanno letti prima di firmare, perché un vantaggio fiscale non basta a coprire costi troppo alti.

    Riferimento: Set informativo (KID e DIP aggiuntivo) del prodotto. Quanto costa davvero una polizza di risparmio

Vero o falso?

In una polizza vita di ramo I l'imposta sul rendimento è più bassa che in banca.

Lezione 2

Fondo pensione e TFR: come funzionano deduzione e tassazione

Il fondo pensione è l'unico contenitore in cui lo Stato ti restituisce una parte di quello che versi. Qui i quattro meccanismi: deduzione, TFR, anticipazioni e tassazione finale.

  1. Deduzione: fino a 5.300 € l'anno tolti dal reddito

    I contributi al fondo si deducono dal reddito imponibile fino a 5.300 € l'anno (2026). Con 30.000 € di reddito, versare il massimo vale circa 1.459 € di IRPEF in meno: il versamento costa in realtà 3.841 €.

    Cosa vuol dire?

    Deduzione, non detrazione: la deduzione abbassa il reddito su cui si calcola l'imposta, quindi vale l'aliquota marginale (dal 23% al 43%); la detrazione (per esempio il 19% delle spese mediche) abbassa direttamente l'imposta. Per questo il fondo rende di più a chi ha un reddito più alto. Con 2.000 € versati su 30.000 € di reddito il risparmio è circa 700 € (35% del versato). Il calcolo è per differenza di imposta lorda, senza addizionali e detrazioni personali.

    Riferimento: Art. 8 D.Lgs. 252/2005; art. 10 TUIR. Calcola il tuo risparmio nell'area personale

  2. Il TFR: in azienda o nel fondo

    Ogni anno matura un TFR pari al 7,41% della retribuzione lorda. Se lo lasci in azienda è tassato a parte con l'aliquota media IRPEF, mai sotto il 23%; nel fondo pensione è tassato al massimo al 15%, e scende fino al 9%.

    Cosa vuol dire?

    Il TFR versato al fondo non è un costo in più: è denaro che l'azienda accantona comunque. Dentro il fondo segue la linea di investimento scelta invece della rivalutazione fissa (1,5% più il 75% dell'inflazione). La scelta va fatta entro sei mesi dall'assunzione: senza una scelta esplicita il TFR va al fondo di categoria (silenzio-assenso). Chi lo ha lasciato in azienda può ancora conferirlo in qualunque momento.

    Riferimento: Art. 2120 c.c.; art. 8 e 11 D.Lgs. 252/2005.

  3. Anticipazioni: i soldi non sono bloccati come si crede

    Fino al 75% per spese sanitarie gravi, in qualunque momento. Dopo 8 anni, fino al 75% per comprare o ristrutturare la prima casa e fino al 30% per qualunque altra esigenza.

    Cosa vuol dire?

    Le anticipazioni si possono reintegrare in seguito. Il riscatto totale è possibile in casi precisi (inoccupazione prolungata, invalidità, mobilità) e alla perdita dei requisiti; la prestazione ordinaria arriva alla pensione, in rendita o fino a metà in capitale, con la RITA come ponte per chi smette di lavorare prima.

    Riferimento: Art. 11, c. 7, e art. 14 D.Lgs. 252/2005.

  4. Alla fine: tassazione dal 15% al 9%

    La prestazione finale (sulla parte dedotta e sul TFR) è tassata al 15%, che cala dello 0,3% per ogni anno di iscrizione oltre il 15°, fino al 9% dopo 35 anni. I rendimenti maturati nel fondo sono tassati al 20% anno per anno (12,5% sulla quota in titoli di Stato).

    Cosa vuol dire?

    Per questo conviene iscriversi presto anche con versamenti piccoli: l'anzianità di iscrizione conta per l'aliquota finale e per le anticipazioni. Un versamento oltre il limite di deducibilità non va perso: comunicato al fondo entro il 31 dicembre dell'anno successivo, non sarà tassato all'uscita.

    Riferimento: Art. 11, c. 6, e art. 17 D.Lgs. 252/2005.

Vero o falso?

I contributi al fondo pensione sono una detrazione del 19%, come le spese mediche.

Lezione 3

Proteggere la liquidità: quanto tenere fermo e cosa fare del resto

Il conto corrente sembra la scelta senza rischio. Non lo è: ogni anno l'inflazione ne consuma una parte. La domanda giusta non è se investire, ma quanto tenere fermo.

  1. La riserva: 6 mesi di spese, e basta

    Una riserva prudente copre 6 mesi di reddito netto: con 2.000 € al mese sono 12.000 €. Quella deve restare liquida. Quello che c'è oltre è denaro fermo che non ha un compito.

    Cosa vuol dire?

    La riserva serve per gli imprevisti che non aspettano: auto, casa, un periodo senza stipendio. Sei mesi sono una regola prudente per un dipendente; chi ha un reddito variabile può tenerne di più. Il resto si decide in base a quando servirà: un orizzonte breve chiede strumenti liquidi, uno lungo può permettersi di rinunciare alla liquidità in cambio di rendimento e protezione.

  2. L'inflazione: 20.000 € fermi perdono 3.593 € in 10 anni

    Al 2% l'anno, l'obiettivo della BCE, 20.000 € sul conto comprano fra 10 anni quello che oggi costa 16.407 €. Il saldo non si muove, il potere d'acquisto sì. È il costo di non decidere.

    Cosa vuol dire?

    Il conto corrente non rende e paga comunque l'imposta di bollo (34,20 € l'anno sopra i 5.000 € di giacenza media). Il conto deposito rende qualcosa, ma gli interessi sono tassati al 26% e il bollo dello 0,20% si applica anche lì. I titoli di Stato e le polizze di ramo I sono le due strade più usate per la parte che non serve subito.

    Riferimento: Art. 13 Tariffa DPR 642/1972; D.L. 66/2014.

  3. Cosa fa una polizza di risparmio di ramo I

    I versamenti entrano in una gestione separata, un patrimonio investito soprattutto in titoli di Stato e obbligazioni, tenuto distinto da quello della compagnia. Il rendimento riconosciuto ogni anno si consolida: una volta attribuito non si perde.

    Cosa vuol dire?

    Il capitale può essere garantito dal contratto, al netto dei costi, e il rendimento è in genere più contenuto di quello dei mercati azionari. Niente imposta di bollo, imposta sul rendimento solo all'uscita, somme impignorabili e insequestrabili, beneficiari scelti liberamente e fuori dall'asse ereditario. Le penali di riscatto nei primi anni e i caricamenti sui versamenti sono scritti nel Set informativo: sono loro a decidere se il contenitore conviene.

    Riferimento: Art. 1923 c.c.; Set informativo del prodotto (KID e DIP aggiuntivo). Ramo I o ramo III: come si sceglie

  4. E il BTP?

    Il titolo di Stato sul conto titoli è semplice e liquido: cedole tassate al 12,5%, bollo dello 0,20% l'anno, prezzo di mercato se vendi prima della scadenza. Lo stesso BTP dentro una polizza paga l'imposta una volta sola e non paga il bollo.

    Cosa vuol dire?

    Non c'è una risposta giusta per tutti: dipende da quanto tempo puoi lasciare fermi i soldi, da cosa vuoi proteggere e dai costi del contratto. Il simulatore BTP mostra i due contenitori a confronto con i tuoi numeri.

    Simulatore BTP: stesso titolo, in banca o in polizza

Vero o falso?

Tenere tutti i risparmi sul conto corrente è la scelta a rischio zero.

Ora tocca a te

La tua analisi finanziaria gratuita, in due minuti.

Dieci domande al massimo, a scelta rapida, senza nome e senza email: lavoro, reddito, liquidità, investimenti, fondo pensione. Alla fine il tuo punteggio di equilibrio finanziario e un report in PDF con lo snapshot dei tuoi soldi, il gap previdenziale stimato e le tre cose da guardare per prime.

  • Snapshot: riserva, denaro fermo, investimenti
  • Gap previdenziale mese per mese
  • Le tre cose da guardare per prime

I numeri di oggi: titoli di Stato e metalli

Per mettere le lezioni accanto ai mercati: i rendimenti dei BTP e il prezzo di oro e argento, con gli strumenti per approfondire. Dati di fine giornata, non in tempo reale.

Domande frequenti

Che cos'è l'analisi finanziaria gratuita e cosa ricevo?

Dieci domande a scelta rapida (lavoro, reddito, liquidità, investimenti, fondo pensione, TFR), senza importi esatti. Alla fine hai il tuo punteggio di equilibrio finanziario e un report in PDF con lo snapshot di dove stanno i tuoi soldi, il gap previdenziale stimato e le tre cose da guardare per prime. È un'analisi informativa ed educativa, non una consulenza in materia di investimenti né una simulazione INPS.

Conviene di più il BTP in banca o dentro una polizza vita?

Il titolo è lo stesso. In banca paghi il 12,5% a ogni cedola e il bollo dello 0,20% l'anno; in una polizza di ramo I paghi l'imposta una volta sola all'uscita e nessun bollo, ma sostieni caricamenti e costi di gestione. Il confronto si decide sui costi del contratto e sull'orizzonte: il simulatore BTP mostra i due contenitori con i tuoi numeri.

Quanto si risparmia di tasse con il fondo pensione?

I contributi si deducono dal reddito fino a 5.300 € l'anno. Il risparmio vale l'aliquota marginale: con 30.000 € di reddito, 2.000 € versati valgono circa 700 € di IRPEF in meno, il massimo deducibile circa 1.459 €.

Il TFR conviene lasciarlo in azienda o metterlo nel fondo pensione?

In azienda il TFR si rivaluta dell'1,5% più il 75% dell'inflazione ed è tassato a parte con l'aliquota media IRPEF, mai sotto il 23%. Nel fondo segue la linea scelta ed è tassato al massimo al 15%, fino al 9% dopo 35 anni di iscrizione. La differenza di tassazione è il punto che pesa di più sul lungo periodo.

Quanti soldi è giusto tenere sul conto corrente?

Una riserva di 6 mesi di reddito netto per gli imprevisti. Il resto è denaro fermo: al 2% di inflazione 20.000 € perdono circa 3.593 € di potere d'acquisto in 10 anni.

Chi prepara l'analisi e il report?

Assicurazione Castello di Annone di Rabacchin Matteo, intermediario assicurativo iscritto al RUI sezione E, n. E000517439, soggetto alla vigilanza IVASS. Il report è generato automaticamente dalle risposte, non nomina prodotti e non comporta alcuna sottoscrizione. Il colloquio è gratuito e senza impegno; prima di qualunque polizza si riceve il Set informativo.

Comunicazione informativa di Assicurazione Castello di Annone di Rabacchin Matteo, intermediario assicurativo iscritto al RUI, sez. E n. E000517439, soggetto alla vigilanza IVASS. Le informazioni hanno carattere divulgativo ed educativo: non sono consulenza in materia di investimenti né sollecitazione all'investimento, non nominano prodotti e non sostituiscono la simulazione INPS. Regole fiscali aggiornate al 23/10/2026. Prima di qualunque sottoscrizione si riceve il Set informativo del prodotto. Informazioni sull'intermediario e sui reclami in questa pagina.