Platino e palladio non sono beni rifugio: sono metalli industriali
Platino e palladio finiscono nella stessa categoria dell'oro — «metalli preziosi» — e questo produce un equivoco tenace: che si comportino allo stesso modo. Non è così, e la differenza non è di grado ma di natura. Il loro prezzo dipende in larghissima parte dalla domanda industriale, e la loro industria di riferimento è una sola.
Da dove viene la domanda
L'oro è per la quasi totalità domanda di investimento, riserve delle banche centrali e gioielleria: usi che non dipendono dal ciclo economico e che, anzi, tendono a crescere quando l'economia va male.
Platino e palladio no. La quota dominante del loro consumo va all'industria automobilistica, dentro i catalizzatori che abbattono le emissioni dei motori a combustione — il palladio soprattutto nei motori a benzina, il platino nei diesel e, in prospettiva, negli elettrolizzatori e nelle celle a combustibile a idrogeno.
Il resto si divide fra chimica, elettronica, gioielleria e una quota di investimento che, in confronto all'oro, è piccola.
Cosa comporta
Sono prociclici, non anticiclici. Quando l'economia rallenta si vendono meno auto, e la domanda di catalizzatori scende con essa. È l'opposto del comportamento che ci si aspetta da un bene rifugio: nello scenario in cui l'oro tende a salire, platino e palladio hanno buone ragioni per scendere.
Dipendono da scelte tecnologiche e normative. Una modifica alle norme sulle emissioni, o la sostituibilità parziale fra i due metalli nei catalizzatori — che esiste, e i produttori la usano quando il divario di prezzo la rende conveniente — sposta la domanda in modo brusco.
L'offerta è concentrata. La produzione mineraria di entrambi si concentra in pochissimi paesi, il che rende il prezzo sensibile a eventi localizzati: uno sciopero, un'interruzione di energia, una tensione geopolitica in una singola area.
Il mercato è piccolo. In valore, molto più piccolo di quello dell'oro: gli stessi flussi di denaro producono movimenti di prezzo più ampi.
La transizione elettrica è un fattore strutturale. Un veicolo elettrico a batteria non ha catalizzatore. Nella misura in cui l'auto elettrica sostituisce quella a combustione, la principale fonte di domanda di questi metalli si riduce — è un fattore di lungo periodo che non ha equivalenti sull'oro. Per il platino esiste una contropartita possibile nell'idrogeno, ma è una scommessa su una tecnologia ancora in via di affermazione, non un dato acquisito.
E dal punto di vista fiscale
Nessuna attenuante. L'esenzione IVA della L. 7/2000 riguarda soltanto l'oro da investimento: platino e palladio fisici scontano l'IVA ordinaria del 22%, esattamente come l'argento, e la plusvalenza alla rivendita si tassa al 26%.
Chi compra platino fisico parte quindi da un 22% di svantaggio su un metallo la cui domanda è prociclica e concentrata in un settore in trasformazione. È una combinazione che va guardata in faccia prima di comprare.
Quando ha senso averli
Non «mai», ma per ragioni diverse da quelle che spingono verso l'oro.
Ha senso per chi vuole esposizione al ciclo industriale e in particolare all'automotive, con la consapevolezza di comprare quello e non un rifugio. Ha senso, sul platino, per chi ha una tesi specifica sull'idrogeno e vuole esprimerla con il metallo che quella tecnologia utilizza.
Non ha senso comprarli «per diversificare l'oro»: non diversificano l'oro, sono un'altra cosa che si muove per altre ragioni. Se la funzione cercata è la protezione, l'oro la svolge e questi due no.
Il punto in sintesi
Platino e palladio sono metalli industriali con una piccola componente di investimento, non beni rifugio: il loro prezzo segue l'automotive, l'offerta è concentrata in pochi paesi e la transizione elettrica riduce strutturalmente la loro principale fonte di domanda. In più pagano il 22% di IVA sul fisico, che l'oro non paga. Averli in portafoglio è una scelta legittima, ma è una scommessa industriale — va fatta sapendo che cos'è.
Le quotazioni aggiornate di platino e palladio in euro al grammo sono nella sezione metalli. Sul metallo bianco più diffuso e sul peso dell'IVA, vedi Investire in argento.
📈 Le informazioni hanno carattere divulgativo e non costituiscono consulenza finanziaria né sollecitazione all’investimento. Ogni scelta va valutata in base al proprio profilo di rischio e ai documenti ufficiali del prodotto, se necessario con un consulente abilitato.
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