Assicurazione Castello di Annone
Trasporti

Quanto guadagna un padroncino conto terzi

Non esiste un guadagno medio affidabile del padroncino conto terzi: il margine netto dipende da tratta, committente e costi fissi del singolo mezzo, e varia troppo da caso a caso per essere riassunto in una cifra unica. Quello che si può fare è capire da dove parte il calcolo, per stimare il proprio caso invece di affidarsi a una media che non corrisponde a nessuna situazione reale.

Da dove parte il calcolo: fatturato meno costi fissi

Il fatturato di un padroncino nasce dal prodotto tra i km percorsi (o le tonnellate trasportate) e la tariffa pattuita con il committente o lo spedizioniere. Da questo fatturato vanno sottratti i costi, che si dividono in due categorie molto diverse per comportamento:

  • Costi variabili, proporzionali ai km: gasolio, pedaggi autostradali, usura di pneumatici e componenti meccaniche.
  • Costi fissi, che restano uguali anche in un mese con poco lavoro: rata del mezzo (finanziamento o leasing), assicurazioni obbligatorie e facoltative, revisioni e manutenzione programmata, contributi previdenziali, eventuale commercialista.

La distinzione conta perché è proprio la seconda categoria a determinare il punto di pareggio: un mezzo con una rata alta ha bisogno di più km al mese solo per "rientrare", prima di iniziare a generare margine reale.

I costi che erodono di più il margine

Tra i costi fissi, tre voci pesano più delle altre nella pratica: il carburante (la voce più esposta alle oscillazioni di prezzo, spesso non recuperabile del tutto in tariffa), le assicurazioni del mezzo — RCA obbligatoria più, quasi sempre, RC Vettoriale per il carico trasportato — e i tempi di fermo non retribuiti (attese al carico/scarico, manutenzioni impreviste). Un mezzo fermo non produce fatturato ma continua a costare in rata e assicurazione: è il motivo per cui il calcolo del margine reale va fatto su base mensile o annua, non sul singolo viaggio.

Perché con un solo camion il margine è più sottile

Chi lavora con un solo mezzo non ha la possibilità di spalmare i costi fissi su più veicoli né di assorbire un periodo di fermo macchina con altri camion in movimento: ogni giorno non lavorato pesa per intero sul bilancio del mese. È una condizione operativa diversa da quella di una flotta, con vantaggi (flessibilità, nessun costo di struttura) e uno svantaggio strutturale (nessun cuscinetto). Il tema è approfondito in Conto terzi con un solo camion: si può fare?.

Cosa guardare prima di accettare una tariffa

Prima di accettare una tariffa al km o a viaggio, ha senso calcolare il proprio costo al km (somma dei costi fissi e variabili annui, diviso i km previsti) e confrontarlo con quanto offerto: una tariffa che copre solo il costo variabile (carburante e pedaggi) senza margine sui costi fissi porta a lavorare in perdita anche restando sempre occupati. Lo stesso vale per la scelta delle coperture assicurative: una polizza con franchigia troppo alta sembra più economica sulla carta ma può trasformare un singolo sinistro in una perdita che azzera il margine di più mesi di lavoro.

Un padroncino con un solo camion può davvero vivere solo di conto terzi?

Sì, ma il margine è più sensibile ai tempi di fermo e alla scelta dei committenti rispetto a una flotta con più mezzi: la sostenibilità dipende dal riuscire a mantenere un carico di lavoro costante e dal contenere i costi fissi, in particolare quello assicurativo, senza scoprirsi nel momento del sinistro.

Conviene calcolare il margine per viaggio o per mese?

Per mese o per anno: il calcolo per singolo viaggio ignora i costi fissi che continuano a maturare anche nei giorni di fermo, e può far apparire profittevole una tariffa che, sull'anno, non copre nemmeno la rata del mezzo e le assicurazioni.

Continua su avviare un'attività conto terzi

Vuoi un preventivo? la nostra polizza per autocarri e autoarticolati.

Da un altro punto di vista: Assicurazione autocarri: costi e coperture · Il contratto CMR: guida pratica