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Quanto costa davvero una polizza di risparmio

Una polizza di risparmio ha quattro voci di costo — caricamento sul premio, commissione di gestione annua, costi delle garanzie accessorie, penalità di riscatto — e nessuna compare in modo evidente nel materiale commerciale con cui viene presentata. Vanno cercate nel DIP Aggiuntivo, il documento precontrattuale che ogni contratto assicurativo deve fornire prima della sottoscrizione.

È la domanda che chi vende una polizza preferisce non ricevere, e proprio per questo è quella da fare sempre, prima di firmare qualunque cosa.

Le quattro voci, una per una

Caricamento sul premio. Percentuale trattenuta su ogni versamento prima che entri effettivamente in gestione. Se il caricamento è del 3% su un premio di 10.000 euro, solo 9.700 euro cominciano davvero a produrre rendimento: i 300 euro restanti sono un costo immediato, indipendente da come andrà il contratto.

Commissione di gestione annua. Prelievo periodico sul patrimonio o sul rendimento maturato, che si applica ogni anno per tutta la durata del contratto. È la voce che pesa di più sul lungo periodo, perché si applica anno dopo anno e riduce l'effetto dell'interesse composto — un costo dell'1% annuo, su un orizzonte di vent'anni, può erodere una parte significativa del rendimento cumulato.

Costi delle garanzie accessorie. Se il contratto include coperture per il rischio di morte o invalidità oltre alla componente di risparmio, quella parte ha un costo proprio, giustificato solo se la garanzia serve davvero — non se è stata aggiunta senza una reale necessità di copertura.

Penalità di riscatto. Trattenuta applicata se si esce dal contratto prima di un termine minimo previsto, spesso decrescente negli anni: alta nei primi anni, in diminuzione fino ad azzerarsi dopo un certo periodo di permanenza.

Il dato che conta davvero: l'incidenza percentuale annua complessiva

Sommare le singole voci non basta, perché alcune si applicano una tantum e altre ogni anno. Il dato di sintesi utile per confrontare due contratti diversi è l'incidenza percentuale annua complessiva (spesso indicata come ICC o simile nella documentazione precontrattuale), che esprime in un unico numero l'effetto di tutti i costi su base annua equivalente. È il numero da chiedere esplicitamente, non da dedurre sommando voci sparse.

Un esempio di impatto sul lungo periodo

Ipotesi: 30.000 euro investiti per 15 anni, rendimento lordo della gestione ipotizzato al 3% annuo costante, confronto fra un contratto con costi complessivi dell'1% annuo e uno con costi del 2,5% annuo.

Costi 1% annuoCosti 2,5% annuo
Rendimento netto annuo2%0,5%
Capitale dopo 15 anni (stima)~40.400 €~32.300 €

La differenza fra i due scenari, sullo stesso capitale iniziale e la stessa ipotesi di rendimento lordo, supera 8.000 euro in quindici anni: interamente attribuibile alla differenza di costo, non a una scelta di investimento diversa.

Come si confrontano due proposte

  1. Chiedi l'incidenza percentuale annua complessiva di ciascun contratto, non il solo caricamento iniziale.
  2. Verifica separatamente costi della componente in gestione separata e, se presente, della componente unit linked.
  3. Chiedi l'importo esatto del valore di riscatto simulato al terzo e al quinto anno, non solo la percentuale di penalità.
  4. Confronta l'incidenza dei costi con il rendimento medio storico della gestione, non con la promessa di rendimento futuro.

Perché questo confronto va fatto anche verso le alternative senza costi di ingresso

I costi di una polizza di risparmio si giustificano solo se il contratto offre qualcosa che uno strumento a basso costo — un titolo di Stato, per esempio — non offre: designazione del beneficiario, impignorabilità, uscita dall'asse ereditario. Se l'obiettivo è solo il rendimento, senza queste funzioni aggiuntive, i costi della polizza diventano un prezzo pagato per nulla. Il confronto completo è in BTP o polizza vita: qual è la scelta giusta.

Il punto in sintesi

Una polizza di risparmio ha quattro voci di costo che vanno chieste esplicitamente e verificate sul DIP Aggiuntivo, non dedotte dalla presentazione commerciale: caricamento, commissione di gestione, costi delle garanzie, penalità di riscatto. Il dato di sintesi da confrontare fra proposte diverse è l'incidenza percentuale annua complessiva, perché è l'unico numero che rende comparabili contratti con strutture di costo diverse.

📈 Le informazioni hanno carattere divulgativo e non costituiscono consulenza finanziaria né sollecitazione all’investimento. Ogni scelta va valutata in base al proprio profilo di rischio e ai documenti ufficiali del prodotto, se necessario con un consulente abilitato.

ℹ️ Le informazioni hanno carattere divulgativo e non sostituiscono la documentazione precontrattuale (DIP, DIP Aggiuntivo e Condizioni di Assicurazione), che va letta prima della sottoscrizione ed è l'unica a regolare coperture, massimali, franchigie ed esclusioni. Per una valutazione sul tuo caso, contatta la nostra agenzia — intermediario iscritto al RUI e soggetto alla vigilanza IVASS.

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