Assicurazione Castello di Annone
Investimenti

BTP o buoni fruttiferi postali: il confronto

BTP e buoni fruttiferi postali (BFP) condividono la stessa aliquota agevolata del 12,5%, ma sono strumenti costruiti in modo diverso: il BTP è un titolo negoziato su un mercato, il BFP no. Questa differenza, più che il rendimento, è ciò che li rende adatti a esigenze diverse.

La differenza che conta di più: il rischio di prezzo

Un BTP venduto prima della scadenza si liquida al prezzo di mercato del giorno, che può essere inferiore a quanto pagato — il meccanismo è spiegato in Cosa succede se vendo un BTP prima della scadenza. Un buono fruttifero postale, invece, non ha un prezzo di mercato: si riscatta in qualunque momento presso Poste Italiane al capitale nominale versato più gli interessi maturati fino a quel giorno, mai sotto la pari. Il capitale nominale non è mai a rischio in caso di riscatto anticipato, indipendentemente da come si sono mossi i tassi nel frattempo.

Questa garanzia ha un costo implicito: molte serie di BFP maturano il rendimento pieno solo restando fino alla scadenza naturale (fino a 20 anni per alcune serie), con un piano di interessi crescente nel tempo — riscattare presto significa incassare un tasso medio più basso di quello indicato per la durata massima.

Il resto del confronto

BTPBuono fruttifero postale
EmittenteMinistero dell'Economia e delle FinanzeCassa Depositi e Prestiti, garantito dallo Stato
Tassazione12,5%12,5%
Rischio di prezzo se liquidato primaSì, prezzo di mercatoNo, sempre capitale + interessi maturati
Negoziabile sul mercato secondarioSì (MOT)No, solo riscatto diretto
Taglio minimo1.000 € di valore nominaleSpesso 50 €, molto più accessibile
InteressiCedole periodiche (di norma semestrali)Spesso capitalizzati, liquidati al riscatto o a scadenza
Rendimento tipicoIn linea con i tassi di mercato del momentoGeneralmente inferiore a un BTP di scadenza comparabile

Perché il BTP tende a rendere di più

Il BTP incorpora il rendimento che il mercato secondario richiede in ogni istante per quella scadenza, e quel rendimento è pubblico e verificabile sulla curva dei rendimenti. Il BFP offre invece un tasso fissato dal Ministero dell'Economia e delle Finanze al momento dell'emissione della serie, che tipicamente incorpora un margine di prudenza rispetto al mercato — è il prezzo della garanzia di non perdere mai capitale al riscatto, qualunque cosa succeda ai tassi.

Quando ha senso l'uno, quando l'altro

Il BTP ha senso per un capitale che si può lasciare fino alla scadenza scelta, dove il rendimento di mercato — di norma più alto — pesa a favore, ed è preferibile per chi vuole poter vendere sul secondario se cambiano le condizioni.

Il buono fruttifero postale ha senso per chi vuole la certezza assoluta di non veder mai scendere il capitale nominale, anche riscattando in anticipo — una caratteristica che il BTP non ha, perché il suo prezzo di mercato può sempre essere inferiore al pagato. È anche più accessibile per chi vuole iniziare con importi piccoli, grazie al taglio minimo molto più basso.

In sintesi

Stessa aliquota del 12,5%, ma logiche diverse: il BTP negozia il suo valore sul mercato ed è esposto al prezzo del giorno se venduto prima della scadenza; il BFP garantisce sempre il capitale nominale più gli interessi maturati al momento del riscatto, in cambio di un rendimento atteso generalmente più contenuto.

📈 Le informazioni hanno carattere divulgativo e non costituiscono consulenza finanziaria né sollecitazione all’investimento. Ogni scelta va valutata in base al proprio profilo di rischio e ai documenti ufficiali del prodotto, se necessario con un consulente abilitato.

Continua su btp, titoli di stato e risparmio a basso rischio

Questa guida fa parte della sezione BTP, titoli di Stato e risparmio a basso rischio, dentro l'area investimenti e risparmio.

Vuoi i numeri aggiornati? Consulta la curva dei rendimenti aggiornata e il simulatore BTP.

Da un altro punto di vista: La polizza vita come strumento di investimento · TFR in azienda o al fondo pensione